Poesia premiata
FIGLI DI NAPOLI
Napoli nasce da un canto antico,
da Partenope
che ha scelto il mare
per non smettere di esistere.
Da allora
questa città vive così
bella da togliere il fiato
e dura da tenersi dentro.
Il Vesuvio trattiene il fuoco
come un cuore abituato al dolore,
e il sole ti resta addosso
anche quando vorresti spegnerti,
quando non hai più forza.
In questa luce che non perdona
cresce un popolo intero,
figli di una terra inquieta,
con le mani sempre piene di niente
e il cuore pieno di tutto.
Inventiamo la vita ogni giorno,
la cuciamo addosso ai problemi,
ci arrangiamo
come se fosse un’arte antica,
l’unico modo possibile
per restare in piedi.
Perché Napoli trasforma.
Trasforma la fame in sapore,
la rabbia in voce,
la disperazione
in un sorriso che resiste.
In questa città
anche il dolore impara a sorridere,
anche quando non dovrebbe.
Resta dentro,
come il sale sulla pelle,
come il rumore del mare nelle orecchie,
come qualcosa che non si può spiegare.
È un modo di vivere,
di cadere
e rialzarsi senza chiedere aiuto,
di ridere mentre tutto crolla.
Ti resta nelle ossa,
nel sangue,
nella fame di vita che non si spegne.
E capisci che
puoi lasciare Napoli,
ma Napoli
non lascia te.
Resta come il fuoco sotto la terra,
come il canto di Partenope nel mare,
come il sole che, anche quando cala,
promette di tornare.
E tu resti suo,
anche da lontano.
Manilla